Soccorso Iglesias per l’Abruzzo.
Il mattino del 6 aprile 2009 mentre le tv irradiavano immagini e notizie dall’area del sisma a l’Aquila e Provincia, la Protezione Civile Sarda si mobilitava predisponendosi a rispondere ad una chiamata dalla Pro.Civ. Nazionale. A noi di “Soccorso Iglesias” è stato chiesto di predisporci per l’invio della nostra cucina mobile. Era un lunedì mattina, le notizie ci indussero a ricontrollare le nostre attrezzature, a provvedere a un ulteriore controllo anche dei mezzi. Per nostra fortuna eravamo nel pieno di un periodo in cui avevamo deciso di programmare delle attività di verifica delle attrezzature del nostro campo mobile e di conseguente addestramento dei volontari nei diversi settori. Una fortuna programmata, che ci aveva accompagnato anche nell’intervento sull’alluvione di Capoterra. I contatti con la Regione, la conseguente attivazione, la predisposizione di un primo gruppo di volontari che inseriti nella Colonna Mobile Regionale, erano pronti a partire subito. Soccorso Iglesias già il martedì sera del 7 sarebbe stata in grado di imbarcarsi. La cucina mobile trainata da uno SCAM 4x4, unitamente ad un Iveco Daily telonato e a una Land Rover 118 pick up telonata erano pronti a partire. Nei carri attrezzature per la cucina, comprese le bombole e viveri secchi per tre giorni. Una settimana lunghissima. Carichiamo e scarichiamo i mezzi due volte. Il giovedì ci giunge l’ordine improvviso di partenza: tutti pronti alle 14.30. Contrordine, non si parte più. Nell’attesa si arriva a Pasqua, nel pieno del pranzo di Pasqua si interviene a S.Giovanni Suergiu per un’alluvione improvvisa che ci impegna per tutta la sera fino a notte. Finalmente arriva l’ordine di partire con destinazione Camarda e Acciano. Si parte il 15 aprile da Cagliari. Il 16 pomeriggio si arriva a Camarda, frazione dell’Aquila sulla strada della funivia del Gran Sasso. Un nome che ci diventerà familiare e caro. Da quel giorno ad oggi Soccorso Iglesias è a Camarda, sempre presente ad ogni turno con i suoi volontari insieme ai volontari delle Associazioni della Sardegna. Sono stati impegnati finora 30 volontari, la cucina ha sfornato circa 25.000 pasti, senza contare le colazioni e altre preparazioni. Un’esperienza tecnicamente importante, sicuramente suscettibile di molti miglioramenti, che promuove e qualifica le capacità logistiche dell’Associazione in un settore molto delicato dell’emergenza: approvvigionamento viveri e confezionamento pasti, consentono un intervento concreto e determinante per il benessere della popolazione. Ma c’è dell’altro: siamo volontari e quindi la dimensione umana di questo intervento non può essere secondaria. Questa dimensione è la molla che ci spinge ad esserci, a fare meglio, che ci ha spinto a stringerci alla popolazione di Camarda senza enfasi, con quella sincera, semplice umanità che è alla base dell’essere volontari.
iederà noi ci saremo.
(07/06/2009)
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