Solidarietà sarda tra gli sfollati aquilani
Giovedì 16 aprile 2009 - L'Unione Sarda
La colonna della Protezione civile da oggi operativa in Abruzzo
I settantasei operatori della Protezione civile sarda (ci sono anche otto donne) saranno oggi in Abruzzo.
Vedi le foto Vedi le altre fotoVedi le altre foto «Sono emozionata, la possibilità di aiutare un popolo che soffre tanto regala una carica incredibile». Katia Marongiu, trentadue anni, volontaria del Soccorso di Iglesias, è al battesimo della solidarietà in prima linea. «Spero di riuscire a dare tutto l'aiuto possibile agli sfollati». La missione abruzzese della Protezione civile sarda è scattata ieri pomeriggio con la partenza da Cagliari. Settantasei operatori (con otto donne) si sono imbarcati per Civitavecchia e già questa sera saranno pronti ad attivare i campi di Acciano e Camarda, alle porte dell'Aquila.
VIA ALLA SPEDIZIONE La spedizione durerà dieci giorni ma potrebbe aprire una stagione ben più lunga della presenza sarda in Abruzzo. «Andiamo a rimboccarci le maniche per aiutare i terremotati ad allontanarsi prima possibile da questi giorni tragici», spiega Pierpaolo Pittau, capo della prima spedizione. La Protezione civile sarda garantisce affidabilità e un sistema di intervento collaudato nel tempo. «Abbiamo lavorato per i terremoti di Marche e Umbria del '97, per quello del Molise del 2002. Siamo stati a Sarno e abbiamo partecipato anche alla missione italiana Arcobaleno in Albania».
Il mondo del volontariato sardo ha risposto alla grande alla chiamata per l'Abruzzo. «Subito dopo la scossa devastante di lunedì 6, circa cinquecento persone hanno dato la disponibilità per partire nelle zone terremotate», sottolinea Pittau. «Ora tocca a noi e a fine mese arriveranno i ricambi». Al di là dei sei funzionari delle province, la colonna partita ieri conta solo su un corpo di volontari nel senso stretto del termine. È il caso di Cristian Gitani, 35 anni, commerciante di Quartu, che ha messo da parte il lavoro per andare in Abruzzo: «Ho già partecipato a tante azioni di questo tipo, ma ogni volta è una sensazione forte perché è impossibile abituarsi a drammi come quello che sta colpendo gli abruzzesi». Fa parte del contingente di Sos Quartu anche Simona Moi, 26 anni, impiegata in uno studio medico: «Siamo abituati a fare volontariato ma abbiamo fatto un corso operativo per lavorare nelle migliori condizioni possibili».
Damiano Serpi, funzionario provinciale del Medio Campidano, parla della «grande occasione per la nostra provincia» che «per la prima volta partecipa a un'iniziativa di questo tipo, in cui si testa il nuovo sistema di protezione civile».
BANDIERA DEI QUATTRO MORI Poco prima della partenza, Claudia Lombardo ha consegnato una bandiera dei Quattro mori al capo della delegazione della Protezione civile. «Ringrazio coloro che terranno alto l'onore della Sardegna», le parole del presidente del Consiglio regionale. «Aspettavano da giorni, erano desiderosi di dare il contributo a una causa nobile come quella dell'aiuto all'Abruzzo». La Lombardo si è soffermata su «una tragedia che ha colpito tutti, risvegliando l'orgoglio e la solidarietà nazionale». Il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha fatto un blitz al porto poco prima che la nave salpasse: «Spero di venirvi a trovare in Abruzzo nei prossimi giorni», ha detto ai volontari in partenza. Per l'assessore all'Ambiente Emilio Simeone «l'intervento della colonna della Protezione civile costituisce un'occasione importantissima per dimostrare il valore del volontariato in Sardegna». Giuseppe Delogu, comandante del corpo forestale della Regione, altro braccio della Protezione civile, parla di «ennesima grande prova del sistema di solidarietà sardo». Già subito dopo il sisma la colonna «era pronta a partire per l'Abruzzo» e «nello scorso fine settimana si è messa a disposizione per l'alluvione del Sulcis». Il capo della Protezione civile Giorgio Cicalò ricorda: «Questa è una missione classificata di tipo “C”, una di quelle che richiedono un impegno straordinario».
GIULIO ZASSO