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Rassegna Stampa
La missione a Camarda della Colonna Mobile di Protezione Civile della Regione Sardegna


La missione nella Regione Abruzzo, colpita duramente dal sisma del 6 Aprile, della Colonna Mobile della Regione Sardegna è iniziata il 15 Aprile con la partenza, alle ore 18’00 dal porto di Cagliari, del 1° contingente composto da 7 funzionari della Regione e delle Province di Cagliari e del Medio-Campidano e da 73 volontari delle Province di Cagliari, Medio-Campidano e Carbonia-Iglesias.

Oltre al personale, la Colonna Mobile era composta da mezzi fuoristrada, un camper per il centro di coordinamento per le emergenze, 2 cucine da campo (una della Regione Sardegna, l’altra dell’Organizzazione di Volontariato Soccorso Iglesias) in grado di preparare ciascuna oltre 350 pasti in un ora, 4 tendostrutture, con relative panche e tavoli, da destinare come locali mensa per un totale di 640 posti a sedere, 7 tende pneumatiche, 2 autobotti per il trasporto di acqua potabile, 3 moduli servizi igienici (due regionali, l’altro dell’Associazione Masise), 4 torri faro con gruppi elettrogeni, 1 carro officina.

La missione, che durerà diversi mesi durante i quali si alterneranno diversi contingenti, consiste nel gestire, tra l’altro rendendoli più vivibili, i campi di Camarda, Acciano e Assergi.



Intervento a Camarda.

Camarda, frazione dell’Aquila a circa 840 m.sl.m. ora con tendopoli con più di 40 tende e 400 sfollati.

Subito dopo l’arrivo nella tendopoli, dopo 15 ore di nave e 8 di viaggio in autostrada (tra l’altro scortati dai mezzi della Polizia di Stato che ci hanno fatto “compagnia” da Civitavecchia sino alle porte dell’Aquila), si è iniziato con la sistemazione, mediante mini-terna, del piazzale individuato come luogo dove impiantare la zona mensa per poi continuare con il montaggio della tendostruttura e delle tende pneumatiche per il personale della Protezione Civile, con la stabilizzazione della cucina da campo del Soccorso Iglesias e del modulo servizi igienici del Masise: i lavori, minimi necessari per garantire la colazione e il pranzo il giorno dopo, iniziati alle ore 18’00 si sono conclusi alle 3’00.

Nei giorni successivi, è stato eseguito il censimento (sino al momento inesistente o comunque non completo) delle tende e della popolazione presente nel campo. Lo stesso campo è stato razionalizzato mediante la realizzazione, in un area adiacente, di un parcheggio per i mezzi degli abitanti e della Protezione Civile. I lavori, eseguiti sotto una pioggia ininterrotta, sono stati realizzati mediante l’ausilio del personale e dei mezzi, gommati e cingolati, del Reggimento San Marco; 15 camion della capacità di 20 tonnellate ciascuno, hanno incessantemente fatto la spola dalla vicina cava di Filetto al campo, portando tutto il materiale necessario (stabilizzato, ghiaia con pezzatura 0-60 e 30-60) per rendere il parcheggio utilizzabile.


La tendopoli, costruita dopo il sisma in maniera troppo frettolosa e senza seguire alcuno schema tipico (ad la disposizione delle tende su una superficie di 15m x 15m), è stata ristudiata per consentire una distribuzione più sensata delle tende. Lo scopo di questa razionalizzazione era quello di liberare dello spazio per permettere il montaggio di ulteriori tende in modo tale da dedicare una tenda ad un solo nucleo famigliare, eliminando tutti i fattori di promiscuità dovuta alla presenza di diversi nuclei famigliari nella stessa tenda. Come risultato, è stato ricavato lo spazio per il montaggio di ulteriori 14 tende.

Mediante il supporto fondamentale degli elettricisti del San Marco, è stata migliorata l’illuminazione mediante il potenziamento di alcuni punti luce e l’installazione di ulteriori lampioni in altre zone del campo.

Terminati i lavori individuati come principali, si è provveduto a creare un luogo di incontro per gli abitanti del campo; si è quindi pensato di dedicare un terreno adiacente il campo. Sempre mediante i mezzi del San Marco, sono state stese circa 90 tonnellate di materiale (ghiaia) su tutta la superficie individuata come luogo dove sistemare un piccolo parco giochi e dove montare un’altra tendostruttura da adibire a ludoteca coperta.

La gestione della mensa è stata l’attività principale. Ogni giorno, dal momento della preparazione delle colazioni (si iniziava alle 6’00) sino alla pulizia delle pentole e della cucina da campo e della tendostruttura dopo la cena (si terminava intorno alle 1’00) il lavoro era incessante; i rifornimenti degli alimentari (si andava dal disbrigo della parte burocratica con i vari passaggi al COM sino agli acquisti nei vari centri commerciali), la gestione dei magazzini viveri, la preparazione della colazione, del pranzo e della cena per circa 550 pasti (si è toccato la punta di 620 pasti) sono state le attività alle quali il personale della colonna ha dedicato più tempo ed energia.

Nel periodo di permanenza del 1° contingente, sono stati eseguiti altri interventi, meno operativi ma non meno importanti, nei confronti della popolazione di Camarda: visite mediche in collaborazione col medico 118 del PMA ai pazienti non autosufficienti e residenti in caseggiati sparsi e distribuiti nel territorio della frazione, recapito a domicilio di viveri e di abbigliamento, servizio di scuolabus per i bambini di Camarda che giornalmente si dovevano recare nelle scuole di Paganica, servizio di assistenza, anche psicologica, agli abitanti del campo.

Le attività di assistenza sono state molteplici e importantissime; tra i volontari della Colona Mobile Regionale erano presenti figure professionali le quali hanno dato il loro contribuito fondamentale per ricreare, nei sentimenti della popolazione, quel clima di tranquillità e di certezza che il sisma ha fatto crollare. Un esempio per tutti: l’attività con i bambini di Camarda di un educatore professionale il quale ha dedicato tutto il suo tempo ai giochi con i più piccoli.


Conclusioni

Al nostro arrivo, l’accoglienza nei nostri confronti, a causa soprattutto di un clima emotivo pesante, non è stata delle migliori. Gli sfollati residenti nelle tende, i quali già vivevano una situazione critica dovuta alla perdita della propria casa e dei propri averi, si sentivano (e per certi aspetti, non a torto) abbandonati dalle strutture locali. Ma il lavoro, i cui risultati hanno migliorato la vivibilità della tendopoli, il rapporto interpersonale instaurato con gli abitanti, ma soprattutto quello giocoso e gioioso stabilito con i bambini, sono stati degli elementi che hanno fatto si che tra la popolazione di Camarda e gli operatori della Colonna Mobile della Regione Sardegna si creasse un sentimento di amicizia che ancora vive e viene rafforzato sempre più con ogni nuovo contingente che giunge sul posto.

Da un messaggio scambiato su facebook tra una abitante di Camarda e una operatrice della Colonna Mobile dopo la partenza da Camarda del 1° contingente: “Ciao, qui procede tutto bene, ma ci mancate molto. Voi avete lasciato un pezzetto del Vostro cuore in cambio del Nostro. Non vi dimenticheremo mai per quanto avete fatto per Noi. Un abbraccio e un grande bacio. Spero di sentirti presto.”


* Ing. Diego De Vecchi
Disaster Manager
die.grisou@virgilio.it
facebook: Diego de Vecchi

http://www.sistemaprotezionecivile.it/?page=articolo&id=1266&apri=1

 

 
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